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La fuga storpia della notte

La raccolta di Luca Campana, “Pietra pelle”, entra nel carcere e ne cava a forza, con una precisione sobria e assieme piena di quella che Pagliarani avrebbe chiamato “pietà oggettiva”, l’esclusione, l’amore e la violenza.

Qua sotto due delle dodici poesie di questo esordio già maturo.

***

Era il latrare lontano
di cane ad allargare all’infinito
l’oscurità della campagna
aperta sopra i casolari
su capannoni industriali
e depositi di rame.

Lo spazio crivellato dallo sparo
si è irrigidito all’improvviso
contratto nel bagliore intermittente
di una torcia, di un’altra, poi la notte
ha corso la sua fuga storpia
senza scampo
fino alla luce di cemento, rabbiosa
di denti bianchi
perimetrali.

***

Soglia che segni, nomini, separi,
sorvegli i loro nomi. Li fai veri.

Soglia murata, bianca, senza grata,
ultima sentinella,
innominata.

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Gentile + Campana

Da oggi si trovano nel nostro negozio i due nuovi Nervi:

8 – Daniela Gentile, Le cose come stanno

9 – Luca Campana, Pietra pelle

Daniela Gentile (1991) vive e lavora a Siena ma è originaria di Locorotondo. Ha già pubblicato Nulla sanno le parole (Pietre vive Editore, 2017).

Luca Campana, nato in provincia di Fermo nel 1980, debutta con questa silloge di ambientazione carceraria.

Nei prossimi giorni qualche anticipazione da due libri che lasciano il segno.

Nervi are back in town.

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2020 anno di Nervi

Il 2020 non ferma i Nervi, anzi li elettrizza. (Se il mondo dell’editoria è entrato in crisi, quello della poesia è sempre in crisi, sicché nulla è cambiato) (i vantaggi della marginalità). Usciremo a fine agosto con due nuovi Nervi: “Le cose come stanno” di Daniela Gentile e “Pietra pelle” di Luca Campana. Nelle prossime settimane metteremo qua un’anteprima dai due libretti e qualche notizia in più. Intanto ecco le foto dalla tipoteca di Cornuda (TV), che continua a essere il meraviglioso luogo di nascita dei Nervi.

Gli altri 7 Nervi continuano a essere disponibili nel nostro negozio online. Rimangono ancora pochissime copie di “Primo lustro” di Andrea Longega e di “Un bestiario” di Mariagiorgia Ulbar, nonché una quindicina di copie di “Schegge di Polonia” di Mathias Enard.

A presto!

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Nervi go Goncourt!

Altri due Nervi, i numeri 6 e 7, usciranno nelle prossime settimane, e non sono Nervi qualsiasi. A fine marzo sarà disponibile “Schegge di Polonia” del premio Goncourt Mathias Enard! Sarà il primo Nervo straniero, e conterrà nove poesie dalla raccolta, ancora inedita in Italia, “Dernière communication à la société proustienne de Barcelone”, uscita in Francia nel 2016. Saranno presenti i testi in francese con traduzione a fronte (a cura di Lorenzo Alunni e Francesco Targhetta).

Qua sotto un paio di foto delle fasi di cordonatura e rilegatura del Nervo enardiano, sempre presso la Tipoteca di Cornuda (TV).

Il libro, che verrà prodotto in sole 70 copie, sarà acquistabile il 31 marzo a Città di Castello, in occasione del festival CaLibro.
Da metà aprile si potrà acquistare anche sul nostro sito, con la solita modalità (paypal).

Poi ad aprile arriverà un nuovo Nervo italiano: novità a proposito molto presto!

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Nuovi nervi

Ecco le prime foto dei nuovi nervi (Federico Federici, “Parabellum” e Yari Bernasconi, “La città fantasma”). I libretti, in una veste nuova rispetto ai primi tre, sono già disponibili nel nostro negozio. La presentazione ufficiale della nuova sfornata nervosa avverrà a Treviso il 14 ottobre, in occasione del festival CartaCarbone.

Prossimamente qualche poesia in anteprima su queste pagine…

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Innervarsi a Torino

Domani 14 maggio saremo a presentare i Nervi a Torino, libreria Trebisonda, ore 19: ci saranno Mariagiorgia Ulbar, Sebastiano Gatto e Andrea Longega, oltre a noi nervosi. Gran completo.
Qua l’evento.

Vi si aspetta!

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Gatto per Svetlana Aleksievic

(Omaggio di Nervi al premio Nobel 2015 Svetlana Aleksievic, alla quale sono ispirate tre poesie da “Strada lavoro” di Sebastiano Gatto. Qua sotto la prima lirica della serie)

CCCP I

Svetlana Aleksievic

Bussa, Svetlana Aleksievic,
dolcemente alla casa dei rimasti:
preghiere per Cernobyl’,
morti di perse liturgie.
Delle lingue possibili,
l’unica porge
che sappia bendare a dovere
corpi non benedetti.

Fuori dal finestrino
ogni cosa pare al suo posto:
dritti i campi, dritte le case,
dritta la faccia riflessa sul vetro.
Non distrarti dalla voce del salvato,
ascoltane fino alla fine
la storia;
vedi se ha fine.

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