Pubblicato il

La poesia non può star male

Non puoi star male

 
I
Non puoi star male,
hai un figlio.

II
Le ore compongono un tempo complesso,
un rito in cui basta una febbre
o un piccolo intervento in sedazione
perché tutto coincida con se stesso:
paura con paura,
amore con amore.
E se questo è un mistero
è tale per troppa evidenza,
com’è chiaro, a guardarlo giocare
da solo,
che in principio non era il verbo,
ma un corpo uguale al suo
che tutto dice senza
bisogno di spiegare.
Far buchi nella lingua per trovare
le parole, mostrargli che la tua
non è che stanchezza; provarci
con un bacio, una carezza,
con il libro che sapete a memoria
certi che identico
sarà il lieto fine, identica
la vostra storia.

 

da “Strada lavoro” di Sebastiano Gatto.

20150617_165713_resized

Pubblicato il

Il fiume d’estate delle gole

Sono animali a sangue freddo le lucertole
così vengono al mondo e uguali se ne vanno.
Sotto la pelle a macchie pazze di colore
l’espressione straniata delle facce
e le code che ricrescono in un niente
c’è un sangue strano di ghiaccioli
e fresche bibite, il fiume d’estate delle gole,
come le pozze di pioggia negli scoli
come i vetri delle macchine
l’acqua di notte sopra il comodino
il ferro di panchine del giardino.
Freddo sangue, come le fredde cose
degli istanti in cui soli si è
e si sarà soli sempre.
Natura fece fredde le lucertole,
ma poi le incontri sempre al sole
immobili ostinate nel cercare
il primo caldo tentando di scaldarsi.

da “Un bestiario” di Mariagiorgia Ulbar.

20150616_233205_resized

Pubblicato il

CCCP veneto

CCCP V

In canottiera distendono fango
sul porfido appena posato
perché la risacca livelli
la sabbia. Lungo le rive di questo
versante del mare di Galilea
non temono che venga
un Cristo con la spada
a farne pescatori:
sanno ancora poche parole,
ma già camminano sull’acqua
di Mestre gettando con braccia
sicure e màrlboro in bocca le reti
di malta e sampietrini.

Da “Strada lavoro” di Sebastiano Gatto.